Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
lunedì, 26 marzo 2007

INTERVISTE: OLIVIA

Grazie all’anime di NANA, in onda ogni martedì sera su MTV, Olivia ha guadagnato un’incredibile popolarità in tutto il mondo. Questa è un’intervista che ha rilasciato lo scorso anno durante il PMX (Pacific Media Expo), un’importante fiera del fumetto e dell’animazione, in California.

 

- Sei nata ad Okinawa e sei cresciuta negli Stati Uniti. In quali città hai vissuto?

 

OLIVIA: Sono nata ad Okinawa e sono cresciuta tra San Diego, Philadelphia e North Carolina.

 

- Vivendo in due differenti nazioni, un aspetto positivo è che hai potuto assorbire il meglio di due mondi diversi, ma se avessi potuto scegliere una città/nazione in cui ti sarebbe piaciuto vivere, quale sarebbe stata e perchè?

 

OLIVIA: Mi piacciono troppo entrambe. È difficile decidere quale mi piaccia di più ma, il mio lavoro è a Tokyo, adoro stare lì e considero Tokyo la mia casa.

 

- Hai una sorella che è una cantante. Un fratello che fa parte di una band. Vieni da una famiglia di musicisti?

 

OLIVIA: I miei genitori ascoltavano molta musica quando ero piccola. Ascoltavano musica classica. Ascoltavano i Beatles, gli Who, Elton John, Billy Joel. Mia madre ascoltava molte opere teatrali. Quando eravamo piccoli, ci annoiavamo con la musica classica e l’opera. Quando siamo cresciuti abbiamo iniziato ad apprezzare anche questo genere di musica. Mio padre suonava la chitarra, così forse a furia di guardarlo suonare, ci ha spinto verso questo campo.

 

- Si sente spesso parlare che il talento nel cantare vine fuori durante i party quando si è ancora molto giovani. Da Beyonce a Jessica Simpson, tu e tua sorella Caroline avete avuto esperienze simili?

 

OLIVIA: Oh si! Durante gli spettacoli delle scuole elementari, ci esibivamo insieme. Partecipavamo ai festival della cultura di Okinawa. Abbiamo fatto un sacco di cose insieme.

 

- C’è stato un momento nella tua vita quando eri più giovane che sentivi di voler diventare una cantante?

 

OLIVIA: Non c’è stato un momento particolare. Ho iniziato in modo naturale a fare musica. Non pensavo necessariamente di voler diventare una cantante. Ho iniziato perché era divertente e da allora c’è stata una continua evoluzione.

 

- Ora che sei tornata negli Stati Uniti, cosa provi?

 

OLIVIA: Mi sento come una ragazzina giapponese. Quando torno qui, i miei amici dicono che sono diventata più ansiosa, molto educata e mi dicono “adesso sei così carina” o “cosa è successo alla vecchia Olivia?”

 

- Com’era la vecchia Olivia?

 

OLIVIA: Ero davvero una casinista e molto estroversa.

 

- Puoi crederci o no, ma fin dal 1996 quando ti esibivi con le D&D speravamo di portarti negli USA per un’esibizione. Così, è come un sogno diventato realtà guardarti dal vivo qui al PMX. E soprattutto qui in California.

 

OLIVIA: Oh, è così carino ascoltarlo.

 

- Quando hai saputo che avresti tenuto un concerto negli USA al PMX, cosa hai pensato? Eri spaventata ….scioccata?

 

OLIVIA: Sentivo che era parte del mio cammino perché avevo ricevuto tantissime mail dall’inizio dell’anno dai fan stranieri, dagli USA e mi scrivevano “Quando hai intenzione di esibirti qui?”; “Ti prego vieni a Los Angeles” e così quando ho saputo che mi sarei esibita al PMX mi son detta… eccomi!

 

- Non so se ne sei a conoscenza ma c’è un gran numero di persone al di fuori del Giappone che si divertono ad ascoltare musica giapponese e conoscono le tue canzoni fin dal tuo debutto con le D&D. Sapevi che ci sono tante persone negli USA che ascoltano musica giapponese?

 

OLIVIA: Me ne sono resa conto solo di recente. Non lo sapevo ma, nell’ultimo anno ho iniziato ad accorgermene.

 

- Sapevi che le D&D hanno un buon seguito di fan negli USA?

 

OLIVIA: No, non lo sapevo. Sono sorpresa.

 

-Una cosa che ho trovato molto affascinante è il tuo essere molto affettuosa con i fan. So che in Giappone, ci sono tanti addetti alla sicurezza e anche negli USA la sicurezza è molto rigida per gli artisti giapponesi. Ma tu hai scelto di firmare gli autografi a tutti i tuoi fan che ti stavano aspettando in coda. Volevi essere uno dei giudici per il cosplay di Nana e volevi davvero incontrare i tuoi fan, così da vicino. Avviene di rado in Giappone, ma come è stato incontrare i tuoi fan americani?

 

OLIVIA: Oh, è stato fantastico! Ero così felice di conoscere tutti e stringere la mano a tutti. Volevo scambiare qualche parola con tutti, la fila scorreva così velocemente, ero molto sorpresa. Volevo dire… grazie…grazie…è stato così divertente! Sembrava stessi sognando!

 

- Hai studiato alla Okinawa Actors School da cui sono venuti fuori artisti molto importanti come Namie Amuro, MAX, SPEED. Qual è stata la sensazione nel vedere che tanti grandi talenti della metà degli anni ’90 erano venuti fuori dalla scuola che tu stessa hai frequentato?

 

OLIVIA: Tutto quello che sapevo era che quella scuola era straordinaria. C’erano ragazze magiche e ambiziose che si erano ritrovate assieme e facevano degli spettacoli eccezionali. È una grande scuola.

 

- Come molti di noi sanno, eri stata selezionata dalla Avex con AYA e CHIKA per creare il gruppo delle Dance & Dream (D&D). È passato un decennio dal debutto delle D&D. Guardando indietro nel tempo cosa ha significato quell’esperienza per te?

 

OLIVIA: Beh, sono cresciuta così tanto adesso come artista. Quando mi guardo indietro, ricordo come ero giovane ed ambiziosa. È un po’ imbarazzante ma è stato un primo passo per me, ma sono felice di averlo fatto. Se non l’avessi fatto, non sarei qui adesso. Così, è stato molto bello. Mi sono divertita tantissimo.

 

- Le D&D incorporavano quel suono Hyper Euro Beat della Avex, ma in contrasto con la musica che hai fatto nella tua carriera solista, ti senti più a tuo agio rispetto alla musica Eurobeat di allora.

 

OLIVIA: Si, assolutamente. Anche se a quel tempo l’adoravo.

 

- Quando hai conosciuto alla Avex il produttore Tetsuya Komuro (TK) che voleva puntare al mercato internazionale, non è stata una sorpresa vederti lavorare con lui e con Jean Michel Jarre per l’inno dei mondiali di calcio del 1998 in Francia. Come è stata quell’esperienza?

 

OLIVIA: Ero molto onorata che mi avessero scelta per cantare in questa collaborazione e con uno dei più grandi produttori del Giappone. Ho volato fino a Los Angeles, Hong Kong e ho registrato un po’ ovunque. È stata una grande esperienza vedere e incontrare TK.

 

- Eri ancora con le D&D quando TK ti ha scelta per cantare “Together Now”. Durante questo processo, stavi pensando di intraprendere una carriera solista?

 

OLIVIA: Ero pronta per un progetto solista. Quando ero in studio con le D&D, sentivo che potevo creare una canzone, comporre una melodia. Avevo tante cose per la testa. Sapevo che un giorno avrei fatto tutto per conto mio. Così, è stato naturale.

 

- Spostiamoci sulla tua carriera solista, parliamo del tuo primo album  “Synchronicity”. Una cosa che trovo molto sorprendente è come la tua musica si è evoluta dal 1° CD singolo “I.L.Y. ~yokubou~” e “Re.ACT” a “Solar Half Breed”. Come descriveresti il tuo primo album?

 

OLIVIA: Beh, i primi due cd singoli erano scritti da qualcun altro. Così, dovevo… stavo cercando di dimostrare alla mia etichetta discografica e al mio management che poetevo scrivere le canzoni per conto mio. Così, durante la registrazione di quelle canzoni, stavo scrivendo la mia musica. Così, in quell’album c’era un po’ di confusione. Poi, ho collaborato con i Sherbets, ho lavorato per la prima volta anche con mio fratello Jeff. Così, ho avuto modo di crescere.

 

- Ho letto che solo con il tuo 3° CD singolo “Dream Angel” hai iniziato a scrivere tutti i testi delle tue canzoni. Come cantante/cantautrice, sei un tipo che riesce a scrivere una canzone velocemente o ti piace ponderare e riflettere per bene sui testi delle tue canzoni?

 

OLIVIA: Beh, ci sono volte in cui posso fare tutto in un’oretta quando mi sento davvero ispirata, allora è più facile scrivere ma se sto realizzando qualcosa come un singolo di punta che deve attirare la gente, allora ci vuole più tempo perché cerco di renderlo il più perfetto possibile.

 

- Nel 2003, hai pubblicato quattro mini-album – “Internal Bleeding Strawberry”, “Merry & Hell Go Round”, “Comatose Bunny Butcher” e “The Return of the Chlorophyll Bunny” e nel 2004, hai pubblicato il tuo secondo full album “The Lost Lolli”. Abbiamo iniziato a vedere un aspetto diverso di OLIVIA. Non sono sicuro se posso chiamarlo come una fase di musica punk. Era completamente diversa dalla musica che noi avevamo conosciuto negli anni ’90. Come ce lo spieghi? Era una fase?

 

OLIVIA: Era una fase. Ero stufa del business con cui dovevo trattare. Ero furiosa di come la società funzionava. Avevo tutto questa rabbia e la mia musica ne risentiva.

 

- Se c’è stata una canzone che ha descritto cosa provavi a quel tempo, quale sarebbe?

 

OLIVIA: “Sugar blood suckers”. Si, ho fatto quella canzone in un attimo. Io e mio fratello, Jeff. Lui si è occupato della melodia ed io ho afferato il microfono e quello è stato la prima cosa che è uscito dalla mia bocca.

 

- Cosa ti passava per la mente quando hai realizzato “Sugar Blood Suckers”?

 

OLIVIA: Ricordo solo che avevo avuto un guasto a Shibuya Hachiko. Ero così agitata! E mi stavo guardando attorno, vedevo solo cartelloni pubblicitari e gente che andava al lavoro e mi chiedevo...che sta succedendo? Mi sentivo disorientata!

 

- Su WIKIPEDIA, ho letto che dopo la pubblicazione di “The Lost Lolli”, ti sei presa una pausa e c’è una tua citazione in cui dici che eri “molto depressa” e “iniziavi a renderti conto di aver commesso degli errori”. In che modo la tua musica è stata influenzata da questa situazione?

 

OLIVIA: Mi sentivo davvero sfinita a causa dei miei intensi programmi di lavoro. Avevo scritto quattro mini-album e mi sentivo così fiacca e dovevo scrivere molte più canzoni. Non ero certa di riuscire a farlo ancora. Non sapevo se avrei potuto scrivere un altro album senza nessuna energia e passione. Allora ho dovuto allontanarmi per un po’ e aspettare che mi tornasse la voglia di scrivere.

 

- Ti occupi sia della musica che dei testi e so come va il mercato, l’obiettivo è vendere molti singoli ma allo stesso tempo, cercare di essere creativi… Avevi le idee ben chiare su cosa volevi fare e di cosa volevi parlare nelle tue canzoni?

 

OLIVIA: Beh, ci sono alcune canzoni che sono al 100% mie. E sono i b-side. E naturalmente le tracce b-side devono essere bilanciate. Bilanciare cosa gli ascoltatori vogliono e cosa tu vuoi proporre. Inoltre, non puoi pubblicare CD solo per il mainstream. Proprio ora, voglio provare ad indirizzare la mia musica a più gente possibile.

 

- L’altra sera ti sei esibita di fronte ad un gran numero di fan americani per Pacific Media Expo. Cosa hai provato nel vedere i tuoi fan americani che cantavano le tue canzoni. Erano tutti in piedi per l’intero concerto. Come è stata questa esperienza?

 

OLIVIA: Oh mio Dio, ero così… Sentivo tutta la loro stima… in quel momento…. È stato davvero stupendo vedere gli americani che cantavano canzoni giapponesi. Non me lo sarei mai aspettato. Ero un po’ nervosa durante lo show. Stavo cercando di evitare il nervosismo e calmarmi. La mia famiglia era in prima fila. I miei amici e la mia famiglia mi facevano segno di “si” e da quel momento ho iniziato a sentirmi più a mio agio.

 

- Qual è stata la differenza nell’esibirti di fronte ad un pubblico americano rispetto al pubblico giapponese?

 

OLIVIA: Il pubblico giapponese è dolcissimo e ti seguono. Se inizio a muovere la mano per aria, loro ti copiano e fanno cosa tu stai facendo in quel momento. Con il pubblico americano non è così. Il pubblico americano, capisce il testo in inglese. Guardavo i visi del pubblico e loro capivano i testi inglesi delle mie canzoni. Mentre stavo cantando, guardavo i loro volti, e capivano cosa usciva dalla mia bocca. È stato molto bello.

 

- Parliamo del tuo recente lavoro con la serie animata “NANA”, “a little pain” ha raggiunto la top 10 della classifica Oricon, un ottimo risultato. “Wish” e “Starless Night” sono state usate come opening ed ending. Ma come ti sei trovata ad essere parte di un progetto così enorme. “NANA” è manga, anime, film, musica... è pazzesco!

 

OLIVIA: Ero così eccitata. Non conoscevo il manga all’inizio. Ma guardando le facce del mio staff, oh mio Dio, erano felicissimi. Ho letto il manga e sono rimasta così eccitata perché la parte che mi è stata data… Reira mi somiglia moltissimo e posso mettermi in relazione con lei in molti modi, sapevo che potevo farlo e creare la musica per lei.

 

- È molto raro per un cantante che si occupa della sigla di un anime essere così legato anche al personaggio dell’anime.

 

OLIVIA: Già. È un cast musicale. Continueremo fino al prossimo anno.

 

- Visto che stiamo parlando di “NANA”, un nostro lettore e fan di “NANA”, ci ha posto alcune domande su te, Reira e la serie di “NANA”. La prima domanda è: hai detto che hai molte caratteristiche in comune con il personaggio di Reira. Puoi spiegarci meglio questa somiglianza?

 

OLIVIA: Prima di tutto, lei è una mezzosangue. Lei è in una band di successo in Giappone. Non ha amici, è sola, persa e non è brava a comunicare con la gente. Non è brava a scegliere gli uomini. Sono andata in Giappone quando avevo 16 anni, non parlavo una parola di giapponese e sono diventata famosa con le D&D. Ero in una posizione in cui non avevo amici, e non riuscivo a comunicare bene con la gente. Anche adesso non sono una gran comunicatrice e non ho molti amici. Mi sento molto vicina a lei.

 

Seconda domanda: Ieri al PMX  durante la competizione del cosplay “NANA”, i ragazzi in gara descrivevano la loro scena preferita del manga. Qual è la tua scena preferita?

 

OLIVIA: Beh, nell’anime di “NANA”, c’è questa scena in cui i Trapnest fanno un concerto e suonano “Recorded Butterfly”. Abbiamo fatto differenti versioni di quella canzone. Solo vederla in animazione ed ascoltarla. È stato davvero carino. Mi veniva da piangere. Sono rimasta imbambolata tutto il tempo.

 

Terza domanda: Lo stile delle canzoni, hai detto che le canzoni A-side sono quelle che vuoi buttar fuori mentre i b-side sono più vicini a te. Ma in queste canzoni recenti, sono brani di Olivia o di Reira?

 

OLIVIA: Nelle canzoni che ho usato per “NANA”… agisco come Reira. Prendo tutte le cose che mi permettono di avvicinarmi il più possibile a lei e cerco di immedesimarmi in lei.

 

- In Giappone, per coloro che sono per metà giapponesi e per metà americani è una sfida affermarsi nell’industria della musica?

 

OLIVIA: Si, è assolutamente più difficile nel mondo della musica. Penso che i fan si sentano lontani se non riesci a cantare in giapponese in modo naturale, è una sfida, ma credo che le cose stiano cambiando proprio ora. Penso che adesso molti ascoltatori sono più aperti a diversi generi musicali.

 

- Parliamo del tuo artwork. È davvero unico e bellissimo. Puoi dirci come crei quelle immagini. È fatto a mano o è in digitale?

 

OLIVIA: Beh, appena ho un pezzo bianco di carta, inizio a fare scarabocchi. Non so cosa sto per disegnare. La mia mente è vuota mentre disegno e quando ho finito, puoi vedere cosa stavo pensando o cosa c’è nel mio cuore.

 

- Hai anche disegnato l’artwork per l’album di tua sorella. Hai mai pubblicato i tuoi lavori o è solo un hobby?

 

OLIVIA: È solo un hobby.

 

- Hai mai pensato di pubblicare un libro che combina la tua abilità nel disegnare con i testi che scrivi?

 

OLIVIA: Devo pensarci. Forse…(ride)

 

- Tornando qui negli USA, ti sei esibita nel sud della California, dove la tua famiglia ha vissuto. Ma per curiosità, hai mai tenuto un concerto nella tua città natale ad Okinawa? Come è stato?

 

OLIVIA: In realtà, è stata un’esperienza imbarazzante perché mi esibivo insieme con Amuro Namie, SPEED, W-INDS. E loro hanno un background come ballerini ma per questa esibizione, c’eravamo io e mio fratello Jeff con una chitarra acustica. Non so se il pubblico era spompato ma mi piacerebbe esibirmi di nuovo ad Okinawa.

 

- Con il successo dei tuoi recenti singoli, soprattutto con la tua entrata nella classifica di Oricon, i tuoi vecchi amici hanno cercato di contattarti?

 

OLIVIA: Si. Ho molti amici che mi chiedevano “Olivia, sei davvero tu nella classifica di Oricon? Che è successo?” i miei conoscenti, parrucchieri, amici durante il periodo delle D&D. Perché noi eravamo nelle classifiche durante i giorni delle D&D e adesso come cantante solista, sono tornata nelle chart, tutti erano un po’ sorpresi, credo.

 

- “a little pain” è una canzone stupenda ed il video musicale è anche bellissimo e stravagante. Ci è voluto molto per girare quel video?

 

OLIVIA: Ci è voluto un giorno per girarlo ed era tutto fatto con uno sfondo verde.

 

- Sei coinvolta nella creazione dei tuoi video musicali?

 

OLIVIA: Si assolutamente. Soprattutto negli ultimi tempi, ho un’idea e ne parlo con il regista.

 

- Se potessi dare un’occhiata al tuo CD/MP3 player proprio adesso, cosa sta ascoltando Olivia in questo periodo?

 

OLIVIA: Di recente sto ascoltando un gruppo, gli Eluvium dell’etichetta di mia sorella, poi Bjork, Peeping Tom, qualunque cosa di Mike Patton, i Fantomas.

 

- Prima abbiamo parlato di tua sorella Caroline. C’è una possibilità di una collaborazione tra Olivia e Caroline?

 

OLIVIA: Forse (ride) Lo faremmo per divertimento. Abbiamo iniziato a comporre delle canzoni ed abbiamo fatto un pezzo R&B.

 

- Sogni qualche collaborazione particolare? Qualcuno con cui ti piacerebbe lavorare?

 

OLIVIA: Oh mio Dio… David Bowie. Mi piacerebbe lavorare con tante persone. Mi piacerebbe realizzare qualcosa con Aphex Twin.

 

- Se ci fosse una sola parola per descrivere te stessa, quale sarebbe e perchè?

 

OLIVIA: Questa è una domanda difficile… Una Parola? (ride) Creativa. Perché questo è ciò che faccio... Arte. Non sono molto brava ad uscire e socializzare. Mi piace stare a casa e realizzare varie cose.

 

- Ti piace uscire a fare shopping?

 

OLIVIA: Adoro fare shopping! Questa è davvero la mia via di fuga. Quando le cose non vanno bene, mi piace andare a fare shopping.

 

- Quando vai a fare shopping, la gente rispetta la tua privacy o hai i paparazzi che ti seguono e devi camuffarti?

 

OLIVIA: Beh, devo stare attenta ai paparazzi. Ho molti cappelli. Non è così male.

 

- Tornando negli USA, c’era qualcosa che volevi mangiare. Sono sicuro che in Giappone ti mancano i Taco Bell.

 

OLIVIA: Si, i Taco Bell. Ma quando sono negli USA, mi piace mangiare i dolci come i Twinkies, Ding Dong’s e Hoho’s ma di recente sto mangiando più cibi sani, macrobiotici ed organici. Così, in realtà non mi mancano molto.

 

- Con Halloween che si avvicina, ti piace travestirti?

 

OLIVIA: Certo! Lo scorso Halloween, ero un elfo. Avevo delle orecchie fatte da un professionista, avevo delle lenti a contatto azzurre e con i miei amici siamo andati ad una festa. L’Halloween precedente mi travestii da Batman.

 

- Nella tua musica, sembra che ci siano un sacco di riferimenti allo spazio. Sei affascinata dallo spazio?

 

OLIVIA: Spazio? Hmm...Mi piace la natura, amo le stelle, il cielo. La natura rende la mia mente calma. Così la mia originalità viene fuori.

 

- Prima di andare, in tutte le nostre interviste abbiamo una sezione in cui ti dico 5 parole e mi piacerebbe che dessi una definizione di ogni termine.

 

OLIVIA:

a. AMORE – la mia definizione è che non riesco a trovare una definizione.

b. SUCCESSO – Pace.

c. FELICITÀ – L’opposto di tristezza.

d. TRISTEZZA – Va bene ogni tanto sentirsi così.

e. FAMIGLIA – Oh mio Dio! Questa è la mia pietra di paragone, i miei migliori amici.

 

- Qualche parola finale che vuoi lasciare ai tuoi fan?

 

OLIVIA: Grazie. Voglio che loro sappiano che io so che sono fuori di qui. Sto organizzando dei progetti per esibirmi al di fuori del Giappone per maggiori concerti negli USA un giorno.

 

FONTE: http://www.j-entonline.com/

ecco un'immagine di OLIVIA:

postato da: annadaifan alle ore 17:35 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   27 Marzo 2007 - 10:11
 
Bellissima intervista!

Michele
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente KyoKusanagi

#2   27 Marzo 2007 - 12:59
 
vero! Olivia è stupenda in tutti i sensi! ^_^
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente annadaifan

Commenti

categoria:interviste
J-music Blog J-music Blog
Visitor Map
Create your own visitor map!